LA NUOVA SINISTRA

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 per il XXV Aprile

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giarSrosso
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MessaggioTitolo: per il XXV Aprile   24/4/2008, 20:45

Come PARTIGIANO del 2000
voglio ricordarvi questa ricorrenza senza retorica, con un pezzo del pensiero di un mio vecchio compagno: Marcello Marani

............................................

E sarebbe anche bene che ai giovani oltre che attirarli con i concerti del primo Maggio insegnassimo anche le nostre canzoni come ad esempio l’Inno dei Lavoratori, che sarebbe dovuto essere l’Inno Nazionale Italiano, in cui è detto che “Se divisi siam canaglia, stretti in fascio siamo potenti…” e che rivolto alle donne canta:

“O sorelle di fatica

o consorti negli affanni

che ai negrieri, che ai tiranni

deste il sangue e la beltà.



Agli imbelli, ai proni al giogo

mai non splenda il vostro riso:

un esercito diviso

la vittoria non corrà.



Quindi che dire, se non puliamo la nostra casa a cominciare da noi stessi di tutte le incrostazioni sedimentate e ci apriamo al nuovo, senza recidere radici, perché si sono così seccate Querce ed Ulivi, non è che si possa fare strada a sinistra in quanto noi cittadini ed elettori di sinistra, lo ripeto fino alla noia, non siamo certo inversamente assimilabili a quelli di destra che ammirano ed invidiano opportunisti ipocriti carrieristi e persino pregiudicati, purché “abbiano o diano l’apparenza di avere mentre per noi al contrario è molto più importante l’essere che l’apparire.



Oggi è sempre Resistenza.
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Mario
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MessaggioTitolo: testo completo   24/4/2008, 23:19

Grazie Gianfranco, ti confesso che non lo conoscevo.

Su fratelli, su compagne,
su, venite in fitta schiera:
sulla libera bandiera
splende il sol dell'avvenir.

5Nelle pene e nell'insulto
ci stringemmo in mutuo patto,
la gran causa del riscatto
niun di noi vorrà tradir.



Il riscatto del lavoro

10dei suoi figli opra sarà:

o vivremo del lavoro

o pugnando si morrà.

o vivremo del lavoro

o pugnando si morrà.

15o vivremo del lavoro

o pugnando si morrà.


La risaia e la miniera
ci han fiaccati ad ogni stento
come i bruti d'un armento
20siam sfruttati dai signor.

I signor per cui pugnammo
ci han rubato il nostro pane,
ci han promessa una dimane:
la diman si aspetta ancor.



25 Il riscatto del lavoro

dei suoi figli opra sarà:

o vivremo del lavoro

o pugnando si morrà.

o vivremo del lavoro

30 o pugnando si morrà.

o vivremo del lavoro

o pugnando si morrà.


L'esecrato capitale
nelle macchine ci schiaccia,
35l'altrui solco queste braccia
son dannate a fecondar.

Lo strumento del lavoro
nelle mani dei redenti
spenga gli odii e fra le genti
40chiami il dritto a trionfar.



Il riscatto del lavoro

dei suoi figli opra sarà:

o vivremo del lavoro

o pugnando si morrà.

45o vivremo del lavoro

o pugnando si morrà.

o vivremo del lavoro

o pugnando si morrà.


Se divisi siam canaglia,
50stretti in fascio siam potenti;
sono il nerbo delle genti
quei che han braccio e che han cor.

Ogni cosa è sudor nostro,
noi disfar, rifar possiamo;
55la consegna sia: sorgiamo
troppo lungo fu il dolor.



Il riscatto del lavoro

dei suoi figli opra sarà:

o vivremo del lavoro

60o pugnando si morrà.

o vivremo del lavoro

o pugnando si morrà.

o vivremo del lavoro

o pugnando si morrà.


65Maledetto chi gavazza
nell'ebbrezza e nei festini,
fin che i giorni un uom trascini
senza pane e senza amor.

Maledetto chi non geme
70dello scempio dei fratelli,
chi di pace ne favelli
sotto il pie dell'oppressor.



Il riscatto del lavoro

dei suoi figli opra sarà:

75o vivremo del lavoro

o pugnando si morrà.

o vivremo del lavoro

o pugnando si morrà.

o vivremo del lavoro

80o pugnando si morrà.


I confini scellerati
cancelliam dagli emisferi;
i nemici, gli stranieri
non son lungi ma son qui.

85Guerra al regno della Guerra,
morte al regno della morte;
contro il dritto del del più forte,
forza amici, è giunto il dì.



Il riscatto del lavoro

90dei suoi figli opra sarà:

o vivremo del lavoro

o pugnando si morrà.

o vivremo del lavoro

o pugnando si morrà.

95o vivremo del lavoro

o pugnando si morrà.


O sorelle di fatica
o consorti negli affanni
che ai negrieri, che ai tiranni
100deste il sangue e la beltà.

Agli imbelli, ai proni al giogo
mai non splenda il vostro riso:
un esercito diviso
la vittoria non corrà.



105Il riscatto del lavoro

dei suoi figli opra sarà:

o vivremo del lavoro

o pugnando si morrà.

o vivremo del lavoro

110o pugnando si morrà.

o vivremo del lavoro

o pugnando si morrà.


Se eguaglianza non è frode,
fratellanza un'ironia,
115se pugnar non fu follia
per la santa libertà;

Su fratelli, su compagne,
tutti i poveri son servi:
cogli ignavi e coi protervi
120il transigere è viltà.



Il riscatto del lavoro

dei suoi figli opra sarà:

o vivremo del lavoro

o pugnando si morrà.

125o vivremo del lavoro

o pugnando si morrà.

o vivremo del lavoro

o pugnando si morrà.

Estratto da "http://it.wikisource.org/wiki/Il_canto_dei_lavoratori"
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