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 generazione digitale

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elisa
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MessaggioTitolo: generazione digitale   28/4/2008, 09:38

Francia. Come impara l'élève numérique

La copertina e il dossier del numero di aprile del mensile Le Monde de
l'eéducation (www.lemonde.fr/mde) sono dedicati all'analisi dei modi
di apprendere di quella che viene denominata Génération Digital
Natives, costituita dai bambini delle ultime generazioni, quelli che
non hanno conosciuto il mondo pre-internet.
I "digitali nativi", secondo alcuni studiosi che vengono citati e
intervistati nel dossier, apprendono in modo diverso (Marc Prenky ne
parla come di "mutanti") perche' le loro connessioni cerebrali
risentono della lunga e precoce esposizione a internet e ai prodotti
multimediali. Questo fa si' che essi, a differenza degli adulti,
possano svolgere piu' compiti contemporaneamente, come seguire un film
e nello stesso tempo chattare in internet e fare un esercizio di
matematica.
Il loro cervello e' naturalmente "ipertestuale", e questo rende
sempre piu' difficile il rapporto con gli insegnanti, la cui logica e'
invece testuale e sequenziale, e che rispetto alle nuove tecnologie
sono dei "migranti".
Il dibattito e' aperto, e non mancano coloro che nella Francia della
grande scuola cartesiana sostengono la superiorita' dei metodi
tradizionali. Ma l'impressione e' che la ricerca pedagogica e
didattica si vada ormai orientando verso l'accettazione della nuova
realta' giovanile e la piena legittimazione di nuove metodologie
basate sull'apprendimento di gruppo, l'utilizzazione dei blog,
dell'iPod e delle chiavi USB, la disposizione delle informazioni in
orizzontale anziche' in catene sequenziali. Per gli insegnanti
"migranti" sara' dura, almeno fino a quando non cominceranno ad
essere sostituiti da colleghi piu' giovani, "digitali nativi". Ma il
processo appare irreversibile.[justify]
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Mario
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MessaggioTitolo: Re: generazione digitale   28/4/2008, 11:03

Tutto vero quello che riporti. Per questi nuovi modi di processare le informazioni e di apprendere ci sono già nuove patologie. Una, lapiù conclamata, è la tendenza al multi tasking. Cioè questi ragazzi non riescono più a fare un'operazione alla volta. Mentre chattano, ascoltano musica, mandano sms o rispondono al telefono, guardano un videoclip.
E' un comportamento disastroso per l'attenzione, che viene divisa in tanti frammenti e per gli stessi processi di apprendimento. E' difficile che un articolo o una mail venga letta per intera. La lettura è a scatti, alla ricerca dei punti più significativi, veloce. Per di più non hanno il bisogno di memorizzare, in quanto tutte le informazioni sono sempre a disposizione in rete, accessibili in ognimomento. Non c'è bisogno di immagazzinarle in memoria. E' per questo che danno l'impressione di sapere poco e di avere poca cultura. Hanno spostato i contenuti dai circuiti cerebrali della memoria e li hanno depositati direttamente nella rete.
Questo apre implicazioni per chi fa informazione (ed in plitica, l'informazione è importante). E' inutile fare scritti lunghi, non verrebbero recepiti. E' meglio una comunicazione fatta per slogan. Subito fruibili con un solo colpo d'occhio o di orecchia.
Le immagini ed i suoni hanno prevalenza sulle parole e sui discorsi.
Quando si dice che bisogna parlare alle nuove generazioni, non si può prescindere da questi mutamenti se si vuole essere efficaci.
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elisa
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MessaggioTitolo: Re: generazione digitale   28/4/2008, 11:28

Non sono un ricercatore e può darsi che dica delle cavolate dettate dalla mia esperienza personale. Quando ero giovane, anche ai tempi dell'università riuscivo a fare regolarmente due cose insieme: fare una versione di latino e contemporaneamente giocare a tombola con mia nonna e le vecchiette del vicinato, risolvere un problema di matematica ed ascoltare la musica. Adesso non riesco più ,almeno a livello intellettivo, ad acquisire informazioni in in senso orizzontale ma solo in "catene sequenziali" come le definisce l'articolo di Le Monde.
Secondo me quindi in noi c'è questa potenzialità di apprendimento che, se non viene esercitata, con il tempo subisce una regressione. Ne consegue che probabilmente anche a livello di educazione e formazione dovrebbero essere potenziate entrambe le metodologie di apprendimento
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